I calcoli elettorali del Cav.

5 AGO 20
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Il nostro Cav. trova parole di umana comprensione per i tassisti, infastiditi da un goffo tentativo anticorporativo. Un po’ lo aiuta l’essere da gran tempo esente dalle code di attesa per un taxi, e senza occasione di confronto con i prezzi della corsa in altri paesi; ma soprattutto gli giova il giocoso ossimoro parlamentare di “dissenziente fiducioso”, che lo libera da ogni obbligo di coerenza, anche in pubblico. Vero che, garantendo a questa corporazione (e di conseguenza ad ogni altra) la protettiva amicizia di un futuro eventuale governo PdL, il Cav. ribadisce il suo disinteresse per i più antichi elettori. Ma il calcolo elettorale torna: il numero dei tassisti, benché “chiuso”, è oggi ben maggiore di quello dei residui e spauriti liberisti.